E' stata inaugurata sabato 19 giugno alle 19.30 a Trieste nella Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi (piazza Piccola 2) un’importante rassegna dedicata alla stilista di origine triestina Raffaella Curiel.

 

La mostra, promossa dalla F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) - Sezione storica di Trieste in collaborazione con il Comune di Trieste - Assessorato alla Cultura e Direzione Area Cultura, ideata e curata dall’architetto Marianna Accerboni, si propone di testimoniare la creatività di Raffaella Curiel.

 

Si presenta al pubblico non solo una rassegna di moda, ma anche d’arte, che trae spunto proprio dalla peculiare progettualità di questa creatrice di preziosi abiti da sogno, che intrecciano un’originale e raffinata ideazione a una pari eccellenza nella grande qualità sartoriale e artistico-artigianale dell’esecuzione.

 

La mostra si è resa possibile anche perchè a Trieste si è creato un substrato sensibile alla moda grazie a ITS, piattaforma internazionale di supporto ai giovani talenti che da 10 anni porta in città i più importanti professionisti e rappresentanti della stampa del settore.

 


 

Le radici della creatività di Raffaella Curiel affondano e si riferiscono alla grande cultura centroeuropea, all’avanguardia nel secolo scorso nell’ambito della cultura, dell’arte e della psicanalisi. Vienna, cui Trieste allora si riferiva, era infatti uno dei tre grandi poli di attrazione artistico-culturale europei, assieme a Parigi e a Monaco, collegate, attraverso il costruttivismo e il Bauhaus, alla cultura russa.

 

La prozia di Raffaella, Ortensia, aveva un atelier prestigioso nella Trieste del primo ‘900, situato nel centralissimo Palazzo Smolars (all’angolo tra via Mazzini e piazza della Repubblica), che vestiva la migliore società triestina e centroeuropea dell’epoca. La nipote Gigliola, madre di Raffaella, ne raccolse l’eredità professionale, trasferendosi quindi a Milano, dove seppe brillantemente coniugare nel suo atelier l’alta aristocrazia, gli artisti, gli intellettuali e i nuovi ricchi. Gigliola è stata la prima stilista italiana a introdurre il prêt-à-porter negli Stati Uniti, dove lanciò con grandissimo successo il famoso Curiellino, l’abito pronto da indossare dalla mattina alla sera.

 

La figlia Raffaella, cui è dedicata la preziosa rassegna triestina, dopo essersi formata fin da giovanissima alla severa scuola della madre (la prima collezione di Raffaella risale al 1961) e a quella francese di Balmain, è divenuta una delle prime stiliste italiane, celebre e apprezzata a livello internazionale da un pubblico d’elite. Dagli anni ’80 le sue sfilate sono dedicate ai grandi protagonisti dell’arte e della letteratura: Raffaella Curiel unisce moda e cultura, ispirandosi a Balla, Klimt, Schiele, Depero, Van Gogh, Matisse, Toulouse- Lautrec, Vermeer, Velasquez, Aubrey Beardsley e via dicendo. Nella sua prestigiosa attività è affiancata da tempo dalla figlia Gigliola, che firma gli accessori e due collezioni di prêt-à porter all’anno, mentre Raffaella firma l’alta moda con altre due collezioni annuali. La famosa stilista, che nel 1992 ha aperto il suo primo showroom a New York e nel ’96 un corner di prêt-à-porter alla ACOCO LTD Giappone, è stata insignita di numerose e prestigiosissime onorificenze.

 

Il filo conduttore della rassegna triestina, cui collabora con un approfondito intervento la giornalista Arianna Boria, raffinata esperta di moda, è quello di offrire al visitatore non solo l’immagine di una sofisticata couturier, ma di sottolineare l’aspetto più colto e artistico della sua progettualità nella moda, soprattutto attraverso una ricca serie di abiti molto importanti, particolari e fascinosi, che la Curiel ha dedicato a grandi artisti, come per esempio Mantegna, Vermeer, Van Gogh, Egon Schiele, Gustav Klimt, Sonia Delaunay, i Futuristi, Depero oppure a raffinati interpreti di un certo milieu culturale, come i pittori George Barbier, Ivan Bilibin, gli Orientalisti e i Prerafaelliti, e a scrittori come Victor Hugo e Marcel Proust, componendo un mosaico in cui l’arte della moda interpreta l’arte del dipingere e dello scrivere.

 

Accanto a questi temi, vanno anche ricordate le collezioni “Mitteleuropa amore mio” e quelle dedicate al bon ton, alla civiltà africana e asiatica, alla Russia, a Roma e alla storia dell’arte moderna, quest’ultima testimoniata attraverso l’interpretazione della pittura di Picasso, Frida Kahlo, Jim Dine, Giorgia O’Keeffe e Lucio Del Pezzo: tematiche che la Curiel ha presentato quale filo conduttore delle sue prestigiose sfilate, apprezzate proprio per questa particolarità in tutto il mondo.

 

Raffaella Curiel non è infatti una creatrice di moda come tante, ma una donna che ama l’arte, la letteratura e i viaggi, da cui trae ispirazione per le sue collezioni. Il valore della sua creatività sarà sottolineato in mostra da un particolare allestimento: la rassegna proporrà infatti anche un itinerario didattico, che ripercorrerà la genesi dei modelli più significativi attraverso schizzi, immagini fotografiche, riproduzioni di quadri, il testo di presentazione firmato dalla stilista stessa e testi di approfondimento storico/critico, mentre le sue sfilate internazionali saranno testimoniate da un video.

 


 

Nel corso della vernice, per celebrare il proprio cinquantenario la F.I.D.A.P.A. - Sezione storica di Trieste conferirà alla stilista il Premio Donna dell’Anno.

 

Per maggiori informazioni: Ministero per i Beni e le Attività Culturali

 




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