a cura di: Roberto Rossi / foto: Silvano Tognacci
Come riconoscere un mobile, antico o presunto tale, quando spesso anche un occhio esperto può faticare a distinguerlo?
Ne discuto spesso con l’amico Roberto, antiquario e restauratore che da parecchi anni si divide fra viaggi alla ricerca di “pezzi buoni”, spesso anche all’estero, ed il suo laboratorio di restauro intriso di odori ed essenze, gli strumenti di lavoro che sembrano provenire da un’antica illustrazione in acquaforte.
Ovviamente tutto parte da un’attenta osservazione.
Un mobile dovrebbe avere proporzioni, essenze impiegate, tecniche di lavorazione e decori congruenti allo stile ed al periodo storico a cui risale. Questo presuppone già una discreta conoscenza.
Vi sono però alcune regole generali che chiunque può apprendere ed indizi sempre validi di cui tenere conto per presumere l’originalità di un mobilio d’epoca, come i segni d’usura e la ferramenta.
I segni d'usura sulle guide di scorrimento di cassetti e della carcassa dovrebbero essere simili.
Elementi trasversali di collegamento e irrigidimento delle gambe di tavoli e sedie, posti in basso, dovrebbero essere usurati nella parte superiore in quanto spesso soggetti allo sfregamento, così come i braccioli delle sedute.
I piedini d’appoggio costituiscono decisamente un punto debole da verificare, in quanto spesso sostituiti per il degrado dovuto all’umidità di risalita dal pavimento o l’usura da contatto con strumenti di pulizia.
Per intuire se sono state sostituite maniglie, placchette o cerniere, conviene controllare se vi sono nei pressi dell’elemento segni scuri che indicano il precedente accumulo di polvere o pulizia di una diversa sagoma, la presenza di piccoli fori riempiti nelle vicinanze o all’interno dell’anta o cassetto, ad indicare il precedente fissaggio di un elemento diverso.
Le maniglie dovrebbero risultare più chiare nelle parti in rilievo, quasi pulite nei punti di presa.
Le tecniche di lavorazione e gli strumenti di lavoro, diversi fra stili, hanno subìto un cambiamento epocale nell’800 con l’avvento della rivoluzione industriale.
Mobili antecedenti a questo periodo storico dovrebbero portare i segni distintivi di lavorazioni realizzate artigianalmente anziché con mezzi meccanici:
I legnami erano tagliati con seghe a mano, gli incastri a coda di rondine difficilmente risultavano tutti uguali…
Un’Impiallacciatura fatta a mano (finitura di un mobile data dall’applicazione di un sottile strato di legno nobile sopra un altro meno pregiato che compone la struttura), è più spessa di quella realizzata a macchina, attualmente dell’ordine di pochi decimi di millimetro.
Non rimane dunque che affinare le proprie conoscenze e fare esperienza, ma se i risultati non fossero soddisfacenti (e se ne vale la pena!) è sempre possibile effettuare una spettrografia ad infrarossi per la datazione di opere d’arte…
Colgo l’occasione per salutare l’amico Roberto Amantini
di Novafeltria (RN), Italy
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